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È entrata in vigore martedì 4 dicembre 2012 la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, per il conseguimento dell’obiettivo 20-20-20 al 2020 (ridurre del 20% le emissioni di gas serra, del 20% il fabbisogno di energia primaria e soddisfare del 20% i consumi energetici con fonti rinnovabili), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea.

La direttiva del 25 ottobre 2012 sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE, stabilisce un quadro comune di misure per la promozione dell’efficienza energetica nell’Unione al fine di garantire il conseguimento dell’obiettivo principale relativo all’efficienza energetica del 20% entro il 2020.

Riguardo la contabilizzazione in edifici esistenti, la Direttiva si esprime nell’articolo 9 dove si indica che è necessaria l’installazione di contatori individuali per la misura del consumo di calore o raffreddamento o di acqua calda sanitaria per ciascuna unità immobiliare.

Nei casi in cui l’uso di contatori individuali non sia tecnicamente possibile o non sia efficiente in termini di costi, è possibile installare contabilizzatori di calore individuali per ciascun radiatore.

DIRETTIVA 201227UE

L’obiettivo della normativa è:

Articolo 9, comma 5

Per favorire il contenimento dei consumi energetici attraverso la contabilizzazione dei consumi individuali e la suddivisione delle spese in base ai consumi effettivi di ciascun centro di consumo individuale:

a) Qualora il riscaldamento, il raffreddamento o la fornitura di acqua calda per un edificio siano effettuati da una rete di teleriscaldamento o da un sistema di fornitura centralizzato che alimenta una pluralità di edifici, è obbligatoria entro il 31 dicembre 2016 l’installazione da parte delle imprese di fornitura del servizio di un contatore di fornitura di calore in corrispondenza dello scambiatore di calore collegato alla rete o del punto di fornitura;   

b) Nei condomini e negli edifici polifunzionali riforniti da una fonte di riscaldamento o raffreddamento centralizzata o da una rete di teleriscaldamento o da un sistema di fornitura centralizzato che alimenta una pluralità di edifici, è obbligatoria l’installazione entro il 31 dicembre 2016 da parte delle imprese di fornitura del servizio di contatori individuali per misurare l’effettivo consumo di calore o di raffreddamento o di acqua calda per ciascuna unità immobiliare, nella misura in cui sia  tecnicamente  possibile, efficiente in termini di costi e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali.

L’efficienza in termini di costi puo’ essere valutata con riferimento alla metodologia indicata nella norma UNI EN 15459. Eventuali casi di impossibilità tecnica alla installazione dei suddetti sistemi di contabilizzazione devono essere riportati in apposita relazione tecnica del progettista o del tecnico abilitato;

c) Nei casi in cui l’uso di contatori individuali non sia tecnicamente possibile o non sia efficiente in termini di costi, per la misura del riscaldamento si ricorre all’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali per misurare il consumo di calore in corrispondenza a ciascun radiatore posto all’interno delle unità immobiliari dei condomini o degli edifici polifunzionali, (secondo quanto previsto  dalle  norme tecniche vigenti), con esclusione di quelli situati negli spazi comuni degli edifici, salvo che l’installazione di tali sistemi risulti essere non efficiente in termini di costi con riferimento alla metodologia indicata nella norma UNI EN 15459.

In tali casi sono presi in considerazione metodi alternativi efficienti in termini di costi per la misurazione del consumo di calore. Il cliente finale può affidare la gestione del servizio di termoregolazione e contabilizzazione del calore ad altro operatore diverso dall’impresa di fornitura, secondo modalità  stabilite  dall’Autorità  per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI), ferma restando la necessità di garantire la continuità nella misurazione del dato; 

d) quando i condomini sono alimentati dal teleriscaldamento o teleraffreddamento o da  sistemi  comuni  di  riscaldamento  o raffreddamento, per la corretta suddivisione delle spese connesse al consumo di calore per il riscaldamento degli appartamenti e delle aree comuni, qualora le scale e i corridoi siano dotati di radiatori, e all’uso di acqua calda per il fabbisogno domestico, se prodotta in modo centralizzato, l’importo complessivo deve essere suddiviso in relazione agli effettivi prelievi volontari di energia termica utile e ai costi generali per la manutenzione dell’impianto, secondo quanto previsto dalla norma tecnica UNI 10200 e successivi aggiornamenti.

È fatta salva la possibilità, per la prima stagione termica successiva all’installazione dei dispositivi di cui al presente comma, che la suddivisione si determini in base ai soli millesimi di proprietà.

UNI 10200

Norma tecnica elaborata dalla Commissione Tecnica 803 del CTI a supporto delle disposizioni legislative in materia di ripartizione delle spese.

La norma infatti fornisce i criteri per ripartire la spesa totale di riscaldamento e acqua calda sanitaria e si applica agli edifici di tipo condominiale dotati di impianti termici centralizzati.

La norma UNI 10200 distingue i consumi volontari di calore delle singole unità immobiliari, da tutti gli altri consumi involontari ovvero essenzialmente le perdite della rete di distribuzione.

Sono previste sanzioni per chi non installa entro il 31 dicembre 2016 i sistemi di termoregolazione e contabilizzazione.

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Regione

Data Scadenza

Norma Regionale

Abruzzo

 31/12/2016 

Nessuna disposizione regionale.

In queste regioni il riferimento normativo é Costituito dalla DIRETTIVA 2012/27/UE e dal D.P.R. 59/2009

Basilicata

 31/12/2016 

Nessuna disposizione regionale.

In queste regioni il riferimento normativo é Costituito dalla DIRETTIVA 2012/27/UE e dal D.P.R. 59/2009

Calabria

31/12/2016

Nessuna disposizione regionale.

In queste regioni il riferimento normativo é Costituito dalla DIRETTIVA 2012/27/UE e dal D.P.R. 59/2009

Campania

31/12/2016

Nessuna disposizione regionale.

In queste regioni il riferimento normativo é Costituito dalla DIRETTIVA 2012/27/UE e dal D.P.R. 59/2009

Emilia Romagna

31/12/2016

Deliberazione Giunta Regionale 26 settembre 2011 n°1366

Friuli Venezia Giulia

31/12/2015

Nessuna disposizione regionale.

In queste regioni il riferimento normativo é Costituito dalla DIRETTIVA 2012/27/UE e dal D.P.R. 59/2009

Lazio

31/12/2016

Piano per il risanamento della qualità dell’aria

(da legge regionale 24 dicembre 2010 n° 9)

Liguria

31/12/2016

Regolamento Regionale 13 novembre 2012 n°6

Lombardia

01/08/2014


01/01/2017 

D.G.R. n° IX – 2601 del 30 novembre 2011


D.G.R. n° IX – 3522 del 23 maggio 2012 – D.G.R. n° IX – 3855 del 25 luglio 2012

Marche

31/12/2016

Nessuna disposizione regionale.

In queste regioni il riferimento normativo é Costituito dalla DIRETTIVA 2012/27/UE e dal D.P.R. 59/2009

Molise

31/12/2016

Nessuna disposizione regionale.

In queste regioni il riferimento normativo é Costituito dalla DIRETTIVA 2012/27/UE e dal D.P.R. 59/2009

Piemonte

31/12/2016

D.G.R. n° 85- 3795 del 27 aprile 2012

Provincia autonoma di Bolzano

1/01/2015

Delibera 15 Aprile 2013 n° 573

Puglia

31/12/2016

Nessuna disposizione regionale.

In queste regioni il riferimento normativo é Costituito dalla DIRETTIVA 2012/27/UE e dal D.P.R. 59/2009

Sardegna

31/12/2016

Nessuna disposizione regionale.

In queste regioni il riferimento normativo é Costituito dalla DIRETTIVA 2012/27/UE e dal D.P.R. 59/2009

Sicilia

31/12/2016

Nessuna disposizione regionale.

In queste regioni il riferimento normativo é Costituito dalla DIRETTIVA 2012/27/UE e dal D.P.R. 59/2009

Toscana

31/12/2016

Nessuna disposizione regionale.

In queste regioni il riferimento normativo é Costituito dalla DIRETTIVA 2012/27/UE e dal D.P.R. 59/2009

Trentino Alto Adige

31/12/2016

Nessuna disposizione regionale.

In queste regioni il riferimento normativo é Costituito dalla DIRETTIVA 2012/27/UE e dal D.P.R. 59/2009

Umbria 31/12/2016

Nessuna disposizione regionale.

In queste regioni il riferimento normativo é Costituito dalla DIRETTIVA 2012/27/UE e dal D.P.R. 59/2009

Valle D’Aosta

31/12/2016

Deliberazione della Giunta Regionale n° 488 del 22 marzo 2013

(ai sensi della Legge Regionale 1 agosto 2012 n° 26)

Veneto

31/12/2016

Nessuna disposizione regionale.

In queste regioni il riferimento normativo é Costituito dalla DIRETTIVA 2012/27/UE e dal D.P.R. 59/2009

 

Norme e Leggi Utili

  • Legge 9 gennaio 1991, n. 10
    Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso nazionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia
  • Articolo 26 Legge 10
    Progettazione, messa in opera ed esercizio di edifici e di impianti
    …Per le innovazioni relative all’adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore e per il conseguente riparto degli oneri di riscaldamento in base al consumo effettivamente registrato, l’assemblea di condominio delibera con le maggioranze previste dal secondo comma dell’articolo 1120 del codice civile.
  • Articolo 1120 del Codice Civile

…I condomini, con la maggioranza indicata dal quinto comma dell’art. 1136 , possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento o all’uso più comodo o al maggior rendimento delle cose comuni…

…L’amministratore è tenuto a convocare l’assemblea entro trenta giorni dalla richiesta anche di un solo condomino interessato all’adozione delle deliberazioni di cui al precedente comma. La richiesta deve contenere l’indicazione del contenuto specifico e delle modalità di esecuzione degli interventi proposti. In mancanza, l’amministratore deve invitare senza indugio il condomino proponente a fornire le necessarie integrazioni…

  • Articolo 1136 del Codice Civile

…L’assemblea in prima convocazione è regolarmente costituita con l’intervento di tanti condomini che rappresentino i due terzi del valore dell’intero edificio e la maggioranza dei partecipanti al condominio.

Sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio.

Se l’assemblea in prima convocazione non può deliberare per mancanza di numero legale, l’assemblea in seconda convocazione delibera in un giorno successivo a quello della prima e, in ogni caso, non oltre dieci giorni dalla medesima. L’assemblea in seconda convocazione è regolarmente costituita con l’intervento di tanti condomini che rappresentino almeno un terzo del valore dell’intero edificio e un terzo dei partecipanti al condominio. La deliberazione è valida se approvata dalla maggioranza degli intervenuti con un numero di voti che rappresenti almeno un terzo del valore dell’edificio…


Le delibere inerenti la contabilizzazione e termoregolazione del calore devono essere approvate in assemblea condominiale con la maggioranza degli intervenuti che corrisponda almeno alla metà del valore dell’edificio.


UNI 10200:2013

La norma stabilisce i principi per l’equa ripartizione delle spese di climatizzazione invernale e acqua calda sanitaria in edifici di tipo condominiale provvisti o meno di dispositivi per la contabilizzazione dell’energia termica, distinguendo i consumi volontari di energia delle singole unità immobiliari da tutti gli altri consumi.